Fotografia rivelatrice

Fotografia rivelatrice

Non fermarsi alle apparenze

Quando viaggiamo spesso ci soffermiamo sull’apparenza delle cose, sulla prima impressione, ma è la fotografia, anche a distanza di tempo, che ci permette di analizzare i dettagli e di capire veramente la realtà delle cose.

L'attesa

Eravamo nella parte nord’occidentale del Kruger NP in Sud Africa. Da giorni speravamo di avvistare un leopardo, ma questo è un animale estremamente elusivo, che si nasconde nella chioma degli alberi in zone isolate, risultando estremamente difficile da scorgere. Quando d’improvviso quella sera, ne individuammo uno che dormiva beatamente a pancia all’aria in mezzo all’erba, a non più di tre metri dal ciglio stradale. Era un gattone stupendo, ed abbiamo subito cercato di fotografarlo. L’impresa non è risultata di facile realizzazione, in quanto il micione era nascosto dall’erba, e l’autofocus invariabilmente metteva a fuoco quest’ultima. Abbiamo aspettato pazientemente che si alzasse in piedi. Abbiamo persino provato a disturbarlo con suoni e richiami, ma lui si limitava a cambiare posizione, con un espressione placida e sognante sotto ai baffoni bianchi. Si ruotava a pancia all’aria muovendo leggermente le morbide zampone pelose. Finchè dopo una mezzoretta, abbiamo capito che non intendeva alzarsi, ed insieme ad altri fotografi sopraggiunti nel frattempo ci siamo allontanati.

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La scoperta

E’ stato dopo il nostro ritorno in Italia che, cercando di selezionare le immagini migliori del viaggio, ci siamo accorti del delitto. Mimetizzato tra le macchie del leopardo è apparso chiaro e netto, il foro di entrata di un proiettile, che lo aveva colpito in pieno petto. Non stava dormendo placido sull’erba, stava morendo.

Non c'è speranza

E’ stato un choc! Non potevamo fare più nulla. Dubito comunque che nel parco vi fosse un servizio veterinario in grado di salvarlo. Molto probabilmente qualcuno gli avrebbe dato il colpo di grazia e se lo sarebbe portato via per scuoiarlo. Questi rari stupendi animali non sono al sicuro neanche in un parco nazionale così grande e sorvegliato come il Kruger. Nessuno è più al sicuro. In nessun posto.

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