Urban exploration

Una giornata con Sara

In viaggio ci andiamo per conoscere e fotografare, ma a casa dobbiamo allenarci a scattare in modo perfetto. Per la prima volta colgo l’occasione per scattare con calma, cercando la luce.

Perché un viaggiatore fa uno shooting
in una Fabbrica?

Perché chi ha la passione della fotografia non aspetta il mese di Agosto per scattare, ma cerca di raccontare la vita quotidiana con la foto.

 Quando si vuole sperimentare qualcosa, la prima cosa da fare è stata trovare una location “non comune”. Dove non avere vincoli di orario, dove la luce può arrivare da tutte le angolazioni, dove ogni stanza ha una storia, e ce la vuole raccontare.

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La location perfetta.

Un po fuori dei canoni fotografici questa location mi è sembrata ideale. 

La Ex fabbrica OSI-GHIA di Torino. La porta era aperta e usciva della gente, così li ho seguiti.

Scattare le foto in questi ambienti un po cupi può ispirare moltissimo. La variegata conformazione di una fabbrica è unica, è grande, è su più livelli e i colori dei graffiti sono in contrasto con il degrado dell’ambiente. Se fossimo in viaggio dovrei scattare velocemente, qui con calma posso vedere da dove arriva la luce, cosa tocca. Gli ampi spazi mettono a dura prova i mio 24 mm. Ma le prospettive che riesco a vedere sono perfette. Posso sperimentare punti di vista senza essere disturbato da nessuno

 

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Linee

In fotografia la composizione è fondamentale. E le linee sono il filo conduttore di tutte le foto. Il nostro occhio le segue e se le abbiamo viste in modo corretto avremmo scattato una ottima foto. In un capannone abbandonato si possono vedere molto facilmente, si può scattare una foto da moltissime angolazioni.

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Un'esperienza da provare?

Sicuramente si, io mi sono portato dietro solo un 24 mm per la location e il 85 mm 1,8 per i ritratti. L’ambiente non è troppo buio, quindi gli ISO raramente sono messi a dura prova, ma camminando e cambiando ambiente la nostra capacità di visualizzare la luce è messa a dura prova. Cambia in continuazione, questo è affascinante, ma in queste situazioni abbiamo modo di regolare la nostra fotocamera. Io ho usato sempre il manuale, anche per l’obiettivo. Provare la stessa foto con aperture differenti, sfocati estremi.

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La luce in un mercato asiatico?

Quando siamo in un mercato asiatico abbiamo bisogno di riconoscere velocemente la luce. Sicuramente saremmo in un ambiente molto differente da come siamo abituati in Italia. Metterci alla prova in un contesto non famigliare è un “allenamento”.

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